PAPA GIOVANNI PAOLO II SU PIER GIORGIO 

Brani dalle omelie

 

Cracovia - 27 marzo, 1977

Inagurazione della mostra su Pier Giorgio Frassati dai PP. Domenicani

Ringrazio moltissimo per l’invito in occasione di questa Domenica. Sono stato invitato per la conclusione del vostro ritiro, ma al tempo stesso anche per l’inaugurazione della mostra di testimonianze del vostro collega maggiore. Pier Giorgio Frassati può essere considerato - seppure non ancora salito agli altari - come un patrono, la guida spirituale della gioventù accademica, anche di quella dell’attuale generazione .

(Segue una parte che non riguarda Pier Giorgio Frassati, e che pertanto viene omessa).

E’ molto positivo che questo vostro ritiro sia stato collegato con le mostre di testimonianze , pannelli e fotografie che illustrano la vita di Pier Giorgio Frassati , che -come ho detto all’inizio - apparteneva a un’altra generazione .Nato all’inizio di questo secolo, è morto giovane come spesso muoiono i santi. E’ morto giovanissimo, ancora studente all’Università di Torino.

Quando guardiamo le fotografie che illustrano diversi momenti della sua vita, principalmente del periodo giovanile, del periodo studentesco , allora vi dobbiamo scorgere, entro certi limiti , anche noi stessi. Perché, seppure da lui ci separino quasi tre generazioni, il suo modello di vita certe forme di vita studentesca, di circolo, associativa o interiore - in relazione alle generazioni successive, e anche alla nostra, è una sorta di grande speranza. Guardando le varie immagini che mostrano la sua vita, ritroviamo noi stessi, o almeno un appello rivolto a noi , alla nostra generazione. E’ molto bene che questa mostra ci proponga un personaggio che nella generazione più giovane , nella generazione con cui ho avuto contatti molto stretti, come quella studentesca , è ancora molto vivo. Lui era preso a modello da quanti salivano sulle montagne per scalarle oppure facevano escursioni invernali sugli sci: pensavano che anche lui faceva lo stesso e che questa era una strada per la sua santificazione, perché in tutto scorgeva Dio.

Al tempo stesso era sorprendente la sua sensibilità verso l’uomo povero, verso i bisognosi ,i malati. Forse questo è un appello particolare, una sfida al clima della nostra generazione e dei nostri tempi, tempi minacciati dall’insensibilità. Non si vuol vedere l’uomo. Ciascuno di noi deve infrangere qualcosa, qualche guscio, ognuno di noi, -e parlo anche per me stesso - per riuscire a vedere l’uomo, a preoccuparsi dell’uomo, ad avvertire la sua situazione, le sue sofferenze le sue difficoltà. Lui Pier Giorgio Frassati, tutto questo l’aveva. Era anche cosciente della sua responsabilità nella società. Responsabilità per la vita della nazione alla quale apparteneva; responsabilità per la sua autentica tradizione, spirituale e cristiana. Affrontava queste responsabilità senza risparmiare se stesso .Tutto ciò scaturisce bene dalle fotografie e dalle altre testimonianze di questa mostra sparsa nei chiostri, opportunamente allestita durante il ritiro quaresimale, affinché potessimo non solo ascoltare, ma anche guardare. Ringraziamo Dio perché avete potuto trascorrere questi sette giorni per cercare voi stessi e giudicare. Ringraziando Dio in questa ricerca e giudizio di voi stessi, non eravate soli, e non siete soli - non siamo mai soli. C’è Colui che cerca e giudica - questo lo sapete. Sapete anche che non cerca e non giudica per condannarci né per emettere una sentenza, ma per salvarci.

E questa matura comunità eucaristica, nella quale vi siete riuniti in questi giorni e nella quale siamo riuniti oggi, questa comunità di quaresima - il ritiro si conclude nella quinta Domenica di quaresima - è proprio la comunità di quanti vivono il mistero della salvezza, la gioia della salvezza, la gioia del Vangelo , la portano nelle proprie anime, nelle proprie coscienze, nella propria umanità. Osservate bene queste fotografie , come appariva l’uomo delle otto beatitudini, che reca con sé la grazia del Vangelo, della Buona Novella, la gioia della salvezza offertaci da Cristo, in se stesso per tutti i giorni, come ognuno di voi; come un vero giovane uomo, studente, ragazzo, vostro coetaneo per queste tre generazioni. Andate, e osservate come era l’uomo delle otto beatitudini. Riflettete su tutto ciò che avete ascoltato su questo tema e desiderate essere - lo desideriamo tutti - uomini delle otto beatitudini. In questo è la ricchezza, in questo è la maturità. In ciò è tutta quella pienezza che porta in noi Cristo, che reca Cristo in noi e con noi: e si chiama la salvezza del mondo. Non è una parola troppo grande. Ogni uomo delle otto beatitudini è la salvezza del mondo, di tutto il mondo.

 

Torino - 13 aprile, 1980

.....di Don Bosco

Il secondo nome é quello di Pier Giorgio Frassati. Che e figura più vicina alla nostra età, morì infatti nel 1925 e ci mostra al vivo che cosa veramente significhi per un giovane laico dare una risposta concreta al "vieni e seguimi". Basta dare uno sguardo pure rapido alla sua vita consumatasi nell’arco di appena 24 anni, per capire quale fu la risposta che Pier Giorgio seppe dare a Gesù Cristo. Fu quella di un giovane moderno, aperto ai problemi della cultura, dello sport -un alpinista -tremendo - poi alle questioni sociali ai valori veri della vita, ed insieme di un uomo profondamente credente, nutrito del messaggio evangelico, solidissimo nel carattere, coerente, appassionato nel servire i fratelli, consumato in un ardore di carità che lo portava ad avvicinare secondo un ordine di precedenza assoluta i poveri ed i malati.Perche parlando ora a voi ho voluto prendere esempio da queste due figure perché servono a dimostrare in un certo senso da due diversi lati Don Bosco come vero educatore cristiano e Pier Giorgio come vero giovane cristiano…

per dimostrare da due diversi lati quel che è essenziale per la visione cristiana e Pier Giorgio come vero giovane cristiano ci indicano che ciò che più conta in tale visione è la persona e la sua vocazione cosi come é stata stabilità da Dio…E l’adesione a Cristo sarà fonte di una gioia, di una gioia autentica, di una gioia intima. Il cristianesimo è gioia…e Pier Giorgio era un giovane di una gioia traboccante, una gioia che superava anche tante difficoltà della sua vita, perché il periodo giovanile è sempre insieme un periodo della prova delle forze.

 

Roma - 13 marzo, 1983

Ai giovani in occasione dell'inaugurazione del Centro Internazionale Giovanile San Lorenzo.

 [...]Insieme col ricordo dell’antica croce di San Damiano, dell’esempio di San Francesco, voglio ricordarvi come stimolo a tendere verso alti ideali anche la figura di un giovane vissuto nella nostra epoca, Pier Giorgio Frassati. Egli è stato un giovane "moderno", aperto ai problemi della cultura dello sport, alle questioni sociali, ai valori veri della vita, ed insieme un uomo profondamente credente, nutrito del messaggio evangelico, appassionato nel servizio ai fratelli e consumato in un ardore di carità che lo portava ad avvicinare i poveri e i malati. Egli ha vissuto le Beatitudini del Vangelo. (L’OSERVATORE ROMANO, 14-15 marzo 1983 )

 

Roma - 12 aprile, 1984

Giubileo Internazionale degli sportivi, Stadio Olimpico.

...Avete dei modelli a cui ispirarvi. Penso, a Pier Giorgio Frassati che fu un giovane moderno aperto ai valori dello sport- era un valente alpinista ed un provetto sciatore - ma seppe dare al tempo stesso una coraggiosa testimonianza di generosità nella fede cristiana e nell’esercizio della carità verso il prossimo, specialmente verso i più poveri e sofferenti.

Il Signore lo chiamò a se’ a soli 24 anni di età, nel luglio del 1925; ma egli è tuttora ben vivo in mezzo a noi con il suo sorriso e la sua bontà per invitare i suoi coetanei all’amore di Cristo ed alla vita virtuosa. Dopo la prima guerra mondiale così egli scriveva: "Con la carita’ si semina negli uomini la pace, ma non la pace del mondo, bensì la vera pace che solo la fede di cristo ci può dare, affratellandoci". Queste sue parole, insieme con la sua spirituale amicizia, vi lascio come programma, affinché in ogni luogo della terra siate anche voi portatori della vera pace di Cristo!

 

Oropa -16 luglio, 1989

Carissimi giovani che mi ascoltate! Scoprite anche voi, come Pier Giorgio, la strada del Santuario, per intraprendere un cammino spirituale che, sotto la guida di Maria, vi porti sempre più vicino a Cristo. Voi potrete allora diventare suoi testimoni con la convinzione e la incisività che caratterizzarono l’azione apostolica di Pier Giorgio. Testimonierete Cristo, come lui, specialmente nel mondo universitario, nel quale ci sono giovani e ragazze che forse non hanno ancora risolto la questione del significato della loro vita.

Voi potrete, con la vostra parola e il vostro esempio, indicare in Cristo Colui che possiede la soluzione veramente appagante per gli interrogativi decisivi dell’esistenza.

Non esitate, carissimi, a venire quassù a cercare luce e forza per il vostro cammino di vita; a cercare una più ferma speranza per un impegno cristiano coraggioso e coerente nel mondo contemporaneo. Pier Giorgio Frassati sta davanti a voi come figura eminente di laico di Azione Cattolica, perfettamente consapevole dell’impegno battesimale di contribuire, in piena sintonia con i Pastori della Chiesa, all’animazione cristiana dell’ambiente sociale.

 

Pollone - 16 luglio 1989. 

Visita del Santo Padre alla tomba del venerabile Pier Giorgio nel cimitero di Pollone e saluto alla popolazione.

Cari Fratelli e Sorelle,

L’essere qui tra voi, oggi, mi riempie lo spirito di gioia (...)

Saluto i familiari di Pier Giorgio Frassati, in particolare la sorella Signora Luciana Gawronska Frassati.

Sono stato poc’anzi presso la tomba di Pier Giorgio, l’illustre vostro concittadino. E’ anche per lui che sono venuto: volevo rendere omaggio anche ad un giovane che ha saputo testimoniare Cristo con singolare efficacia in questo nostro secolo. Mi congratulo con voi che potete annoverarlo tra coloro che hanno maggiormente onorato la vostra comunità.

Ben a ragione voi lo considerate uno dei vostri: Pollone è, infatti il luogo d’origine della sua famiglia, qui egli era solito trascorrere le sue vacanze, qui ha compiuto tappe significative del suo cammino di crescita umana e cristiana(...)

Anch’io nella mia giovinezza, ho sentito il benefico influsso del suo esempio e, da studente, sono rimasto impressionato dalla forza della sua testimonianza cristiana.

Mi piace sottolineare, in particolare il suo impegno nella conferenza di San Vincenzo de’ Paoli e nell’Azione Cattolica, di cui egli resta uno degli esponenti più ricchi di fascino.

La peculiare incisività della sua testimonianza nasce dal radicalismo della sua adesione a Cristo, dalla limpidezza della sua fedeltà alla Chiesa, dalla generosità del suo impegno missionario. Egli Ha offerto a tutti una proposta che anche oggi non ha perso nulla della sua forza trascinatrice. Auguro a ciascuno, specialmente ai giovani, di saper trarre dalla sua rapida ma luminosa vicenda ispirazione e incitamento per una vita di coerente testimonianza cristiana.(L’OSERVATORE ROMANO, 17-18 luglio 1989)

 

Roma - 20 maggio 1990. 

Sala Nervi, incontro con i pellegrini convenuti alla beatificazione.

2. ...Nella "normalità" della sua esistenza, il giovane Frassati, infatti, ci appare traboccante di vitalità e di gioia, "una gioia che superava anche tante difficoltà della sua vita", ed è per tutti ma specialmente per voi, un esempio da imitare ed un amico con cui familiarizzare.

Ripercorrere il suo stesso itinerario spirituale richiede certamente abserve la vocazione cristiana, poiché solo Cristo può dare pieno significato alla esistenza dell’uomo e colmarne il cuore di pace e di letizia profonda.

Guardando al novello Beato non è difficile comprendere che il segreto della santità, universale vocazione dei battezzati, è veramente alla portata di tutti: si tratta di accogliere ogni giorno con amore la volontà del Padre ed essere disponibili a realizzarla senza esitazioni.

Così egli scriveva " stolto è colui che va dietro alle gioie del mondo perché queste sono passeggere e arrecano dolori, mentre l’unica vera gioia è quella che ci dà la fede"

Ogni giorno di più - osservava ancora - comprendo quale grazia sia essere cattolici.Vivere senza fede, senza un patrimonio da difendere, senza sostenere in una lotta continua la Verità non è vivere... ma vivacchiare.[...] Anche attraverso ogni disillusione dobbiamo ricordare che siamo gli unici che possediamo la Verità"(cf.lettere,1925).

3. Quando il cuore è ricolmo di Dio, la fede si traduce in generoso servizio ai fratelli, specialmente ai più bisognosi, senza che nulla, nemmeno le sofferenze e le prove, mortifichi l’entusiasmo del vero cristiano. Anche in questo, il giovane Frassati è un esempio da seguire. In lui il Vangelo diventa solidarietà ed accoglienza, si fa attenta ricerca della verità ed esigente impegno per la giustizia. La preghiera e la contemplazione, il silenzio e la pratica dei sacramenti, danno sostanza e tono al suo molteplice apostolato e tutta l’esistenza, vivificata dallo Spirito di Dio, si trasforma in avventura meravigliosa. Tutto diventa offerta e dono, anche la malattia ,anche la morte.

Questo è il suo messaggio e così egli continua a parlare a tutti ed in particolare ai giovani del nostro tempo.

Cari giovani, quanti vostri coetane, tentati da falsi valori del progresso materiale o sprofondati nel buio della disperazione, della droga e della criminalità, potrebbero ritrovare la strada della vita se incontrassero sui loro passi apostoli generossi, innamorati di Dio e dei fratelli! Come il novello beato , anche voi siete chiamati ad essere tali apostoli , gli uomini delle "otto beatitudini", ai quali Gesù Cristo affida il mondo da trasformare. Siate coraggiosi, umili,e convimti e convincenti, ed il Signore non vi farà mancare il suo aiuto.

 

4. l'urgenza della nuova evangelizzazione, quanto mai viva pur nella vostra terra, impegna ciascuno di voi:. La chiesa vi domanda di essere tutti santi come lo fu Pier Giorgio Frassati, alla cui protezione ancora una volta vi affido. Tornando nelle vostre case condividete con coloro che incontrerete il messaggio che oggi vi è stato proposto, diffondete attorno a voi la pace e la speranza, proclamate, sopra ogni cosa, la Fede che - come ricorda il beato Frassati - "è l'unica gioia di cui uno possa essere pago in questo mondo. Ogni sacrificio vale solo per essa" (Lettere,1925).

Vi sostenga in questo cammino di perfezione anche il materno patrocinio di Maria, che invochiamo particolarmente in questo mese di maggio.

E con tali sentimenti, tutti vi benedico.(L’OSERVATORE ROMANO, 24 maggio1990)

 

Cogne - agosto 1994

Questo luogo incantevole conserva poi il ricordo di un giovane credente del nostro secolo, Pier Giorgio Frassati, che ho avuto la gioia di proclamare "Beato"il 20 maggio 1990. Egli era solito frequentare la cittadina di Cogne. Esplorava con ardimento le vette che le fanno corona, ed aveva fatto di ogni scalata sulle montagne un itinerario che accompagnava quello ascetico e spirituale, una scuola di preghiera e di adorazione, un impegno di disciplina ed elevazione. Confessava agli amici: "Ogni giorno che passa mi innamoro perdutamente della montagna". E continuava: "Desidero sempre più scalare i monti, guadagnare le punte più ardite, provare quella gioia pura che solo in montagna si ha"....

Pier Giorgio ha saputo unire al generoso servizio al Signore ed ai fratelli l’ammirazione per l’armonia del Creato, l’ammirazione di Dio stesso; attraverso l’ammirazione del visibile, l’ammirazione dell’invisibile. Sia questo nostro coetaneo, quasi, Pier Giorgio, sia egli di esempio a quanti vi abitano e a coloro che si recano in montagna per un periodo di meritato riposo specialmente per i giovani. Davanti a così straordinario spettacolo della natura viene spontaneo elevare il cuore verso il cielo, come il giovane Frassati amava spesso fare".

 

Roma, 29 aprile 1996.

Ai partecipanti al Congresso Nazionale della FUCI per il Centenario. 

In una società complessa che va smarrendo il senso del sacro, agli universitari cattolici spetta il compito di testimoniare, come seppe fare Pier Giorgio Frassati, la verità di Dio rivelata in Gesù Cristo, la gioia di credere in lui e di seguirlo sulla via del Vangelo. In una lettera ad un amico il Beato Pier Giorgio scriveva:" Ogni giorno più comprendo qual grazia sia essere Cattolici...Vivere senza una fede, senza un patrimonio da difendere, senza sostenere in una lotta continua la Verità non è vivere ma vivacchiare".....Vi affido in particolare all’intercessione del Beato Pier Giorgio Frassati e del Servo di Dio Paolo VI

Como, 5 maggio 1996 - OR 6 -7 maggio 1996

Ai Giovani  riuniti nello stadio comunale

...Oggi i credenti - e specialmente i giovani - hanno un incarico urgente da svolgere. Il loro compito è di custodire il sorriso del mondo: di un mondo talvolta rabbioso o deluso o annoiato, che ha bisogno di incontrare persone liete, sorridenti e capaci di futuro. Vi illumini l’esempio del Beato Pier Giorgio Frassati.

 

Roma, 22 dicembre 2000 –OR 23 dicembre 2000

Al Servizio Missionario Giovanile (SERMIG) nell’Aula Paolo VI

… Mi piace qui ricordare, in modo singolare,un giovane torinese, il beato Pier Giorgio Frassati, un vero sportivo di Dio, morto a ventiquattro anni, dopo una vita di amore e di fede. Egli scriveva in una sua lettera:" Con l’amore si semina la pace, ma non la pace del mondo bensì la vera pace che solo la fede di Gesu Cristo può dare". Ecco la pace che voi volete e dovete sempre e ovunque costruire.